Le Marche nella Storia: Paolo e Francesca

di Pia Bacchielli

Le Marche, Gradara e la famosa storia d'amore di Paolo e Francesca.





Vi ricordate di Paolo e Francesca, nel quinto canto dell’Inferno?

Sono soli e innocenti, senza alcun sospetto, e leggono per diletto di Lancillotto come fu preso d’amore.

Sono turbati più volte, e in un punto fatale sono vinti: dove Lancillotto bacia Ginevra. Così Paolo bacia Francesca sua cognata, unendola a sè nella morte e oltre.

Paolo and Francesca, from Dante's Divina Commedia

Paolo and Francesca, from Dante's Divina Commedia
Buy This Allposters.com

Tutti conoscono la storia. Una storia struggente di tradimento e di sangue, un grande racconto d’amore diventato, grazie al Poeta, immortale, simbolico e universale.

Nulla si sa, invece, dove effettivamente i due cognati e amanti vennero uccisi.

La questione è dibattuta. Dante, in proposito, tace. E il teatro della tragedia è cntroverso.

Gradara, nelle Marche vanta una romantica tradizione ma se la batte con Pesaro, Rimini, Santarcangelo, Verucchio, Meldola, Ghiaggiolo, Bellaria.

La splendida rocca di Gradara ha dalla sua l’indiscutibile merito di essersi appropriata della memoria dei due sfortunati amanti ma, oltre che non sorretta da alcun elemento di prova, fuorchè una tradizione orale, è una candidatura recente che rimanda alla monografia di Lambertino Carnevali del 1933, successiva al restauro della rocca e alla sua apertura al pubblico.

Bisogna anche tenere conto che la costruzione della rocca fu terminata da Pandolfo nel 1325; nel Duecento il castrum era una pura fortificazione militare, in nessun caso un palatium degno di ospitare la donna del signore.

Tutto, insomma, porta a credere che sia la relazione adulterina che l’uccisione di Paolo e Francesca non possa aver avuto luogo lì.

A questo proposito è Rimini che offre una location verosimile: forse nelle “case rosse” di porta Sant’Andrea, prima dimora riminese dei Malatesta.

La candidatura di Santarcangelo fu avanzata nel 1853 da monsignor Marino Marini, prefetto degli archivi vaticani. Ma per far quadrare i conti, Marini data il fatto di sangue al 1289, quando Paolo aveva superato i quarant’anni e Francesca era sui trenta.

Giovani, al giorno d’oggi, ma non così nel XIII secolo quando l’evoluzione delle fasi della vita, soprattutto femminile, procedeva secondo canoni alquanto diversi.

E in effetti è una tesi che nessuno storico ha più ripreso.

Quella pesarese è, dopo la riminese, la candidatura di più vecchia data. Nel Chronicon Pisauri del giurista Tommaso Diplovatazio da Corfù, composto tra il 1504 e il 1508, si cita il palazzo comunale di Pesaro nelle Marche (“palatius Comunis iuxta portam Gattuli”).

Sappiamo che il marito di Francesca, Gianciotto Malatesta, “Gianne lo scincato”, fu ripetutamente podestà di Pesaro, nelle Marche.

Secondo una norma iscritta negli Statuti, al podestà, al tempo, non era però consentito farsi accompagnare dalla moglie e dai figli: una norma statutaria che deporrebbe a sfavore della città delle Marche per diritto consuetudinary.

Ma altri studi controbattono questa tesi.

“Ritengo del tutto plausibile che Gianciotto, in quanto podestà, possa aver ignorato gli Statuti cambiati, per altro, già dal Guastafamiglia nel ’300. Così nessuno poteva impedirgli di tenere la famiglia con sè”, spiega l’architetto Massimo Frenquellucci studioso di storia medioevale.

Vero è che certezza non c'è e sulla disputata questione “è impossibile dare una risposta precisa”. Fatto è che Pesaro nelle Marche è uno scenario plausibile visto che qui i Malatesta avevano numerosi possedimenti: la Torre del Gattolo, case a Porta Salara, e il Palazzo che poi fu degli Sforza e dei Della Rovere.

“Era uso abitare in grappoli di case l’una accanto all’al- tra anche per ragioni di difesa - spiega ancora Frenquellucci - ed è probabile che il fratello Paolo abitasse vicino”.

Secondo un manoscritto del ’600 conservato nella biblioteca Oliveriana, Paolo e Francesca vennero uccisi all’Arco della Ginevra, casa dei Malatesta oggi in abandonata.

Curiosamente secondo lo storico pesarese Nando Cecini la Volta della Ginevra si chiama così dal nome della seconda moglie di Gianciotto, Ginevra Zambrasi, sposata un anno dopo l’uccisione di Francesca.

“I corpi dei due sfortunati amanti vennero gettati in mare - spiega il professor Angelo Chiaretti presidente del Centro studi danteschi San Gregorio in Conca -. Ripescati, furono poi trasferiti a Rimini e tumulati forse nella chiesa di Sant’Agostino dove qualche secolo dopo vennero trovati due corpi avvolti in drappi di seta.

Era consuetudine del tempo. Paolo e Francesca vennero “mazzerati”, come Dante scrisse nel XXVIII Canto dell’Inferno a proposito di due fanesi uccisi a Cattolica “per tradimento d’un tiranno fell”.

“Era una tecnica ben precisa: chiusi in sacchi e zavorrati”. Ma Dante, che conosceva bene la storia, evita i particolari. Nulla si sa del come e del dove.

“E' probabile - racconta Chiaretti - che Gianciotto avesse lanciato una damnatio memoriae: nessuno doveva più parlarne”.

E Dante si attenne all’imposizione del tempo ma lasciò aperto il riferimento affinchè il messaggio trasmesso “sotto il velame de li versi strani” giungesse a destinazione.

Fatto è che, quando Gianciotto decise di risposarsi, scrisse una lettera al Papa per chiederne il consenso, che ottenne.

“In quella lettera - dice Chiaretti - deve aver raccontato quello che era successo”. E quella lettera può essere la chiave di volta di tutti i misteri.

“La stiamo cercando in lungo e largo - dice Chiaretti - e non disperiamo di trovarla, magari insieme all’originale mai rinvenuto della Divina Commedia”.



Ritorna a scopri le Marche

Torna alla Homepage





Compare hotel prices and find the best deal - HotelsCombined.com



Bookmark this site at your favorite social bookmarking system and let others know about our site and Le Marche region.




SBI!


Per leggere articoli sulle Marche dal Corriere Adriatico, clicca qui





Search Engine

Can't find the page you are looking for? Type a word in the space below, click the search button and find it in our site!


Custom Search




Translate this page




Elda Rita Tessadori, EzineArticles.com Platinum Author




Protected by Copyscape Web Copyright Protection